di Giuseppe Longo

“Tragico San Michele” intitolò il capitolo principale del suo Diario di guerra suor Camilla Bendoni, per lunghi anni madre superiora del glorioso asilo infantile di Nimis, costruito oltre un secolo fa dal pievano Beniamino Alessio e demolito in seguito al terremoto del 1976. Lo scritto autografo riportato su un quaderno di computisteria, fatto stampare negli anni Ottanta dalla sezione Afds allora presieduta dal compianto Pierino Canciani, riguardava proprio la ricorrenza dell’Arcangelo che con la spada trafigge il demonio, che cade il 29 settembre. La ricorrenza che segna indelebilmente – come appunto si intuisce dal titolo – la immane tragedia che il paese pedemontano visse in quella giornata d’autunno del 1944: l’incendio che distrusse la quasi totalità delle case e delle attività produttive. Una tragedia – raccontata appunto con nitidezza da suor Camilla, ma anche da monsignor Alessio nel suo libro sulla seconda guerra mondiale a Nimis ripubblicato in copia anastatica dal Comune nel quarantesimo anniversario degli eventi bellici – alla quale si sommò la deportazione di molti compaesani nei Lager tedeschi, dai quali tanti non fecero purtroppo ritorno, se non con le loro misere ossa raccolte in piccole cassette zincate.
Una tragedia che sarà rievocata proprio il 29 settembre prossimo, giorno di San Michele Arcangelo, durante l’annuale cerimonia che la civica amministrazione, unitamente alla Sezione ex internati di Nimis – guidata dal commendator Bruno Fabretti che pochi giorni fa ha felicemente tagliato il traguardo dei 99 anni! -. ha organizzato nel giorno del 78° anniversario “al fine di riaffermare i valori della pace, della libertà e della democrazia”. Valori di cui si sente grande bisogno proprio in questi momenti in cui tornano purtroppo a spirare minacciosi venti di guerra, come se quella storia dolorosa non avesse insegnato nulla. Dopo la Messa nel Duomo di Santo Stefano in onore dei Caduti, in corteo si raggiungerà nella vicina area sacra i Monumenti che ricordano le vittime di tutte le guerre e quelle appunto dei campi di concentramento, delle quali saranno letti i nomi e a ognuna sarà dedicato un rintocco dell’unica campana rimasta – la maggiore – dell’amata Chiesa di Centa. Quindi seguirà la commemorazione del sindaco Giorgio Bertolla.
La festa di San Michele si concluderà nell’antica Pieve dei Santi Gervasio e Protasio con una invitante serata di spiritualità divisa in due parti. Dalle 20 alle 22, ci sarà un concerto con canti sacri e poesie – di Eleonora Velka Sai e Ivan Libero Gervasi -, mentre al termine e fino a mezzanotte seguirà una meditazione con la preghiera all’Arcangelo (raffigurato nel bellissimo affresco trecentesco che si ammira vicino al Tabernacolo) per la pace e armonia nel mondo e per il rispetto della Terra, come ha nuovamente esortato il Papa, rivolgendosi ai giovani riuniti ad Assisi, proprio nella giornata di ieri.

—^—

In copertina, ecco l’affresco trecentesco con San Michele Arcangelo nell’antica Pieve.

Similar Posts
Latest Posts from 2021-22.FriuliVG.com