Con una prolusione 2021 d’eccezione affidata al giornalista e saggista Toni Capuozzo ripartono, domani 7 gennaio alle 15.30, le lezioni dell’Ute, Università della Terza Età di Pordenone. L’evento sarà aperto alla libera fruizione di tutti i navigatori, in streaming live sul sito centroculturapordenone.it/ute. Si apre così la seconda parte del 39° Anno accademico dell’Ute pordenonese: Toni Capuozzo per l’occasione tratterà i temi legati al suo ultimo libro “Piccole Patrie”, edito dalla locale Biblioteca dell’Immagine. Una raccolta degli articoli e dei reportage di guerra che il famoso giornalista ha scritto viaggiando in ogni angolo del mondo.
«Le piccole patrie sono molte, in una vita girovaga – commenta Capuozzo -. In “Piccole Patrie” ho raccontato tutto quello che mi ha incuriosito: viaggi e persone, guerre e catastrofi naturali, piccole storie e cronache nere, amori e avventure… Sono friulano e mi sono sentito a casa in tante parti del mondo, da Roma a Sarajevo, dall’America Latina al Golfo: tante piccole patrie. Sono un giornalista per caso – spiega ancora l’autore – e mi ha sorpreso trovare tra le carte che stavo rovistando per mettere assieme questo libro un biglietto di mio padre. Accompagnava il dono di una stilografica Pelikan e conteneva un augurio: “Al futuro giornalista, il papà, con tanti affettuosi auguri, offre il ferro del mestiere”. La mia risposta, con una grafia e una firma ancora infantile (Tonino) era vaga: “Con tante grazie al mio adorato papà inizio a usare il dono con la speranza che mi porti fortuna”. Era il regalo per il mio quattordicesimo compleanno, nel 1962… Avrei impiegato molti anni – e molti lavori – per accorgermi che il giornalismo poteva pagare le due mie passioni: viaggiare e scrivere. Un battesimo del fuoco – alla lettera, perché era il tempo della fallita insurrezione sandinista in Nicaragua – mi ha segnato per sempre. E ovunque andassi, dal quotidiano dei miei esordi Lotta Continua a Panorama Mese, da Epoca ai telegiornali Mediaset, sono stato un reporter di guerra, anche se non ho mai amato la definizione, perché mi sembra iettatoria e povera, insieme».

Classe 1948, nato a Palmanova da padre napoletano e madre triestina, Toni Capuozzo ha conseguito la laurea in Sociologia presso la facoltà di Trento. Ha cominciato a fare il giornalista dopo essere stato insegnante, operaio in fonderia, scaricatore ecc. La sua prima testata è stata, nel 1979, Lotta Continua, da poco diventata una testata quotidiana. Si è interessato per molti anni dell’America Latina, seguendo in particolare i conflitti in America centrale. Ha quindi lavorato per Reporter, Panorama, Mese ed Epoca. La sua prima avventura con il piccolo schermo è stata la partecipazione a un documentario della televisione svedese girato in El Salvador. In seguito ha collaborato a Mixer di Giovanni Minoli, realizzando delle inchieste sulla criminalità organizzata nel sud Italia. Da allora la sua carriera da giornalista televisivo non ha conosciuto momenti di pausa, visto che ha lavorato con Giuliano Ferrara ne L’Istruttoria, e successivamente è stato l’inviato per i telegiornali Mediaset: Studio Aperto, poi TG4, infine TG5 di cui è stato direttore. Non si considera un inviato di guerra, nonostante abbia seguito da vicino le vicende delle guerre dei Balcani e dei conflitti in Medio Oriente, gli piace occuparsi di fatti italiani, di cronaca grande (il G8 a Genova) o minuta. Dal primo anno conduce Terra! e dal secondo anno ne è, con Sandro Provvisionato, il curatore. Ha scritto Il giorno dopo la guerra, (Feltrinelli 1986) e ha ricevuto numerosi premi giornalistici, tra cui il Saint Vincent, l’Ilaria Alpi, il Flaiano, il Max David, il Premiolino, l’Hemingway. Ha pubblicato Adiós. Il mio viaggio attraverso i sogni perduti di una generazione (Mondadori) e Occhiaie di riguardo (Piemme).

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In copertina, il giornalista e scrittore friulano Toni Capuozzo.

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