È senz’altro uno degli esempi più fulgidi degli “avamposti” al femminile Maria Curie, scienziata di straordinario valore e di tenace passione per l’evoluzione dell’umana conoscenza. A lei, e alla sua assistente di laboratorio e amica personale Blanche Wittman, è dedicato appunto “Il libro di Blanche e Marie” (Iperborea, 2006), l’opera dello scrittore svedese Per Olov Enquist intessuta fra ricostruzione storica e fiction, al centro del terzo appuntamento del ciclo “Avamposti al femminile. Pioniere e visionarie del Novecento. Tra moda, scienza, architettura”, edizione 2022 di “Narratori d’Europa”, la storica rassegna promossa dall’Istituto Regionale Studi Europei del Friuli Venezia Giulia, a cura di Stefania Savocco.
Appuntamento domani 17 febbraio, alle 17.30, nell’auditorium di Casa Zanussi, a Pordenone (via Concordia 7): sarà l’occasione per raccontare due donne che hanno lottato contro il moralismo dei primi del XX secolo e hanno pagato un alto tributo tanto alle ricerche sulla letale luminescenza azzurra del radio, quanto ai rispettivi sentimenti amorosi.

Per Olov Enquist


Tradotto dallo svedese a cura di Katia De Marco, pubblicato con la postfazione di Dacia Maraini, “Il libro di Blanche e Marie” sarà ripercorso con presentazione critica. approfondimenti multimediali e letture a cura di Stefania Savocco. Marie Curie non ha certo bisogno di presentazioni: è la visionaria polacca cui la scoperta del radio e le rivoluzionarie ricerche sulla radioattività valsero ben due Premi Nobel, il primo dato a una donna e la prima a meritarne un secondo. Blanche è Blanche Wittman, la paziente preferita di Charcot per i suoi innovativi esperimenti terapeutici, la “regina delle isteriche” alle cui pubbliche sedute di ipnosi assistevano Freud e Strindberg, Babinski e Sarah Bernhard, e accorreva tutta l’élite medica, intellettuale e mondana della Parigi di fine Ottocento. Due donne che vengono da origini e mondi lontani e il cui incontro è la scintilla di un’unica domanda, una comune lotta e uno stesso destino fra scienza e passione. Guarita dopo la morte di Charcot, e diventata assistente di laboratorio di Marie, sua amica e confidente, Blanche è la testimone di cui Enquist si serve per intrecciare le due grandi avventure scientifiche che segnano l’inizio della modernità, farne rivivere i protagonisti e, attraverso i due luoghi simbolo della sua vita, il laboratorio delle ricerche sul radio e l’infernale gineceo della Salpêtrière, il più rinomato ospedale neurologico del tempo, dove Charcot apre la via all’esplorazione del tenebroso continente femminile, indagare su un’epoca ricca di fermenti libertari e di oscurantismo, di ambigua ricerca di verità e di ipocrisia.
Per Olov Enquist nato nel Nord della Svezia nel 1934, scomparso nel 2020, è una delle grandi “coscienze critiche” della società scandinava. Al gusto per l’indagine storica e al desiderio di essere testimone del proprio tempo, ha saputo aggiungere una capacità di scrittura che gli ha fruttato premi e riconoscimenti in tutto il mondo. Il libro delle parabole è il suo ultimo romanzo pubblicato da Iperborea, dopo il successo de Il medico di Corte (Premio Super Flaiano e Premio Mondello) e de Il libro di Blanche e Marie (Premio Napoli 2007).

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In copertina, Marie e Pierre Curie in una fotografia storica che li ritrae a Parigi.

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