di Giuseppe Longo

“Tre casettine dai tetti aguzzi, un verde praticello, un esiguo ruscello…”. Quanti hanno imparato “Rio Bo”, questa simpatica poesiola di Aldo Palazzeschi nei primi anni delle elementari? Semplici parole che, assieme all’indimenticabile ricordo del maestro Dialmo Tomada, mi tornano in mente ogni volta che salgo a Vallemontana, piccola frazione orientale di Nimis in riva all’omonimo corso d’acqua sulla strada che porta a Monteprato.

Così anche ieri, festa di San Giuseppe, il patrono della borgata venerato con la messa cantata celebrata da don Marco Visentini (stamane un altro rito), il nuovo parroco della comunità che da poche settimane abita nella casa canonica di Nimis. Al termine della celebrazione religiosa un momento di convivialità sul sagrato, con un buon bicchiere di vino (a far festa anche l’assessore Aldo Attimis, in rappresentanza della civica amministrazione), giusto per mantenere la memoria della sagra che, pure quest’anno, non c’è stata complice l’emergenza pandemica che finalmente pare però avviata alle battute finali.
L’auspicio è infatti, anche se le forze del volontariato nel piccolo paese – che ora piange Franco Ferrara, vinto dalla malattia ad appena 62 anni – sono sempre più scarse, che la tradizionale sagra possa essere ripresa, non appena potremo riassaporare il tanto atteso ritorno alla normalità. Un desiderio espresso, ovviamente, anche dall’altrettanto piccola Ramandolo che domenica scorsa aveva celebrato “San Bastiàn”, che da tempo immemorabile era la prima sagra di tutta la pedemontana, allo sbocciare della primavera, seguita appunto da quella di “Sant Josef” a Vallemontana. Mentre poche settimane dopo era il turno del famoso “Lunedì di Pasqua” nella vicina Torlano. Tutto questo, purtroppo, è stato necessariamente accantonato, ma tutti sperano che non sia finito nel dimenticatoio. Sarebbe molto grave, un vero peccato, anche perché pure queste semplici espressioni di vita paesana fanno parte della cultura e della storia di un popolo. Cultura e storia di cui la gente di Nimis è ricca e orgogliosa.

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In copertina, la piccola Chiesa di Vallemontana  e all’interno la messa di ieri mattina con il successivo momento conviviale sul sagrato.

 

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