(g.l.) Importanti questi ultimi giorni dell’anno per Maria Sabina Marzotta che proprio oggi, 28 dicembre, darà vita a un incontro dall’emblematico titolo “Quando la cultura diventa terapeutica”. L’appuntamento si terrà, alle 18, alla Caffetteria da Romi Al Vecchio Tram, in piazza Garibaldi, e sarà condotto dal professor Vito Sutto:  è sostenuto dal Club per l’Unesco di Udine e dall’Orto della Cultura di Pasian di Prato,  che ha dato alle stampe tutte le opere dell’autrice.


Un impegno,  dunque, qualificante per l’appassionata presidente del Caffè Letterario Udinese, che segue la pubblicazione del 2021 successiva alle prime due stagioni dell’emergenza Covid, “Pensieri intrappolati” – questo era il titolo oltremodo significativo del libro che ho avuto l’onore di presentare -, che dava sfogo a emozioni, sensazioni, stati d’animo particolari che ci hanno visto tutti protagonisti, seppure ognuno in misura diversa. E ora attraverso la nostra poetessa – pugliese di nascita, ma friulana d’adozione da oltre mezzo secolo – ci sarà questo originale momento di riflessione dedicato appunto alla cultura come “ingrediente” irrinunciabile nella nostra vita, tanto che l’ha definita “terapeutica”. Un incontro in perfetta sintonia con i contenuti dell’ultimo libro – non a caso per la sua presentazione ha scelto di usare la sua stessa, intensa immagine -, considerata l’importanza che la cultura ha avuto per alleviare la nostra sofferenza psicologica proprio durante le lunghe permanenze ai “domiciliari” imposte dagli interminabili lockdown, che hanno rappresentato isolamenti sempre più insopportabili e dannosi. Un tema complesso e nel contempo affascinante che potrebbe offrire alla scrittrice lo spunto per un nuovo libro.
A sostegno di questa tesi della “cultura-medicina” ha scritto una lunga e approfondita analisi delle opere Giuseppe Sciuto, chiusa da queste bellissime parole che “fotografano” la sensibilità d’animo di Maria Sabina Marzotta. «La poesia, sempre immediata e cristallina, pura, semplice, piana, per una misteriosa alchimia diventa un canto armonioso attraverso cui l’autrice esprime non solo i moti del suo animo, ma anche e soprattutto quelli dell’intera umanità. Ed è proprio questo il fascino della sua più recente produzione poetica, volta a raggiungere vette sempre più alte, ad un passo dai segreti del cielo, divenuto custode dei sogni di quanti hanno ricevuto il dono della vita».


Maria Sabina Marzotta, come dicevo, è nata a Nociglia in provincia di Lecce, nel meraviglioso Salento, ma dall’ormai lontano 1968 vive e lavora in provincia di Udine, amando senza riserve anche questa terra di confine. Insegnante elementare in pensione, si è dedicata con slancio e sentimento a favore di numerose iniziative, a cominciare da quelle riguardanti l’Unicef. Nel 2010 ha promosso la nascita, primo in città, del Caffè Letterario Udinese – “motore” instancabile di tante proposte culturali – dopo aver guidato quello delle Risorgive ed aver contribuito fattivamente alla creazione di altri analoghi circoli in Friuli. Nel contempo, l’autrice ha dato spazio alla sua innata creatività letteraria, scrivendo numerosi libri tra i quali prevalgono quelli con raccolte di poesie, tutte dal tratto delicato e sensibile che riflette proprio quello della Marzotta. Una passione e un impegno che, dunque, s’intrecciano con la proposta odierna intitolata, appunto, “Quando la cultura diventa terapeutica” L’incontro, come detto, sarà Al Vecchio Tram, locale che negli ultimi tempi si è posto in evidenza per aver concesso ospitalità a diversi appuntamenti culturali, tra i quali appunto primeggiano quelli del Caffè Letterario Udinese.

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In copertina, Maria Sabina Marzotta; all’interno, immagini di alcune delle sue apprezzate pubblicazioni.

 

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