Fino al 9 gennaio il Palazzo della Regione Fvg in Piazza Unità d’Italia, a Trieste, accoglie la “Madonna con Bambino” di Cima da Conegliano, opera abitualmente conservata nel Museo Civico di Gemona ed eccezionalmente esposta nel capoluogo regionale nell’ambito dell’iniziativa culturale “Un tesoro sconosciuto in un palazzo da scoprire”. “Un capolavoro affascinante che suona come un biasimo alla malvagità e all’odio contro i quali si oppone la bellezza di questo dipinto” aveva detto l’assessore regionale alla Cultura, Tiziana Gibelli, inaugurando l’esposizione assieme ai promotori dell’iniziativa, l’Ente regionale per il patrimonio culturale (Erpac), la Soprintendenza Fvg, le Fondazioni Cassa di Risparmio di Udine, Trieste e Gorizia (presenti la presidente di Fondazione CrTrieste, Tiziana Benussi, e il presidente della Fondazione udinese, Giuseppe Morandini), oltre alla presidente del Fai Fvg Tiziana Sandrinelli e al sindaco di Gemona, Roberto Revelant.

L’inaugurazione della mostra.

«L’evento è già diventato una tradizione del Natale triestino e di tutto il Friuli Venezia Giulia», aveva detto l’esponente della Giunta Fedriga, evidenziando come «il ritorno dell’esposizione nell’atrio del palazzo, dopo un anno in cui si era optato per una visione dell’opera in digitale al centro di piazza Unità, è un segno della progressiva normalità conquistata grazie ai vaccini. Ho sempre sostenuto – ha aggiunto – la necessità di affidarsi al vaccino e alla scienza per riappropriarsi di spazi di socialità e di fruizione dell’offerta culturale che sono parte integrante del nostro vivere quotidiano. L’appuntamento annuale con questa esposizione – ha sottolineato ancora Tiziana Gibelli – ha il pregio di valorizzare opere e tesori custoditi in molte località della regione e restituirle alla fruizione e alla conoscenza di un pubblico più ampio, anche ricercando opere conservate in depositi o archivi, come è stato per il dipinto del Padovanino riportato al pubblico a Pordenone».
L’iniziativa “Un tesoro sconosciuto in un palazzo da scoprire” è nata nel 2018 con la presentazione della “Madonna con Bambino” di Bernardino Luini proveniente dal Museo Diocesano di Udine, cui ha fatto seguito nel 2019 l’opera l’Adorazione dei Magi di George Lallemand della Collezione dei Civici Musei di Storia e Arte di Trieste. L’anno scorso, come detto, a causa dalle limitazioni dovute all’emergenza sanitaria, all’esposizione in atrio si è sostituita la presentazione su un grande schermo dell’opera “La Madonna col Bambino” del Padovanino del Museo Civico di Pordenone. La “Madonna con Bambino” presentata quest’anno giunse a Gemona intorno al 1496-1498, probabilmente attraverso i frati minori osservanti che presero possesso della Chiesa dedicata alla Madonna delle Grazie e dell’annesso convento.
L’opera, dipinta su tavola con colori a tempera – anche se sulla tecnica sussistono dei dubbi dal momento che oggi la pellicola pittorica è coperta da uno strato di vernice – è probabilmente la prima di una serie che l’artista, Cima da Conegliano appunto, dedica al tema del Bambino seduto in grembo alla Madre di cui accarezza il volto. La severità delle Madonne di Giovanni Bellini si stempera in forme di dolce umanità nella rappresentazione di un contatto tra Madre e Figlio. Sullo sfondo ondulazioni montuose, una cinta muraria e un corso d’acqua. Un cartiglio sulla balaustra in primo piano porta la firma Johannes Baptista Coneglianensis e la data 1496. Al dipinto è associata un’audioguida a cura di Gabriele Zilli, capogruppo del Fai di Gemona, che concretizza l’annuale collaborazione con il Fondo Ambiente Italiano a supporto della divulgazione della conoscenza artistica delle opere esposte anche con finalità turistiche, oltre che culturali.

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In copertina e qui sopra due immagini della “Madonna con Bambino” di Cima da Conegliano esposta nel Palazzo della Regione Fvg a Trieste.

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