di Giuseppe Longo

Non è confrontabile con Gemona, nè tantomeno con Padova. Ma il culto di Sant’Antonio è molto sentito anche in tanti paesi del Friuli. Come a Torlano, bella località ai piedi dei monti Bernadia e Plaiul che Ippolito Nievo scelse per ambientare il suo “Conte pecoraio”. Il Santo è infatti il patrono della frazione di Nimis, dove viene celebrato sempre con particolare devozione nella Chiesa ricostruita dopo il terremoto di 45 anni fa accanto al possente campanile che invece aveva resistito alle scosse. Così, dopo la messa cantata di stamane, alla quale sono state abbinate anche le Prime Comunioni, al tramonto si snoderà la processione per le vie del paese accompagnata dalla Banda musicale. Il tradizionale rito sarà preceduto alle 19 da una funzione religiosa a chiusura della giornata di festa che quest’anno viene celebrata ancora con maggiore solennità ricorrendo di domenica la memoria di Sant’Antonio da Padova.

L’antica Pieve di Nimis.


E domenica prossima seguirà la festa dei Patroni anche a Nimis capoluogo. La ricorrenza dei Santi Gervasio e Protasio cade, come è noto, il 19 giugno, ma sarà celebrata il giorno successivo, non però nell’antica Pieve intitolata ai due martiri milanesi, bensì in… trasferta, nel Duomo dedicato a Santo Stefano che ospiterà anche l’amministrazione della Cresima a tredici ragazzi: la comparrocchiale è infatti molto più ampia e si presta perfettamente, di questi tempi,  per accogliere questa cerimonia che richiama sempre una folta partecipazione. Il sacramento sarà conferito da monsignor Luciano Nobile, arciprete della Cattedrale di Udine.
Una eccezione, dunque, per la festa dei Patroni che poi, il prossimo anno, tornerà nella “sua” Chiesa – auspicando che la situazione sanitaria finalmente si normalizzi -, contornata anche dal tradizionale, simpatico momento di festa. Perché, in realta, se Gervasio e Protasio sono i protettori di Nimis, la festa patronale si celebra invece secondo una lunga consuetudine l’8 settembre, in occasione della Natività della Madonna, puntualmente celebrata secondo calendario anche se la giornata è feriale. Quest’anno, desiderio di tutti è che possa tornare anche l’antica “Sagre des Campanelis” – conta oltre cinque secoli di storia! -, tanto che proprio per domani sera, alle 20.30, la Pro Loco guidata da Giovanna Rossetto ha organizzato nelle ex scuole elementari un incontro con tutte le persone che sono disponibili a dare una mano proprio durante i festeggiamenti settembrini sul Prato delle Pianelle.

Il Duomo di Santo Stefano.

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In copertina, il “borgo nieviano” a Torlano (dal ponte degli Angeli) con la Chiesa dedicata a Sant’Antonio.

 

 

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