Un nuovo appuntamento d’eccezione è atteso oggi e domani (sempre alle 20.30) al Teatro Verdi di Pordenone. Nella sua monumentale carriera artistica, ha dato vita a ben ventiquattro personaggi shakespeariani: il grande maestro del teatro italiano Glauco Mauri, classe 1930, affronta adesso, diretto da Andrea Baracco, per la terza volta Re Lear; la più titanica delle tragedie di William Shakespeare, dramma dell’amore padri-figli e della follia. Il primo allestimento risale al 1984 e il secondo al 1999, sue entrambe le regie per un totale di 500 repliche. In scena, spicca naturalmente anche in questa edizione Roberto Sturno, che oggi interpreta il conte di Gloucester, già al fianco di Mauri anche nelle due passate edizioni nel ruolo del Matto.


«Ed eccomi qui per la terza volta, alla mia veneranda età, impersonare Lear – spiega Glauco Mauri -. Perché? Mi sono sempre sentito non all’altezza ad interpretare quel sublime crogiolo di umanità che è il personaggio di Lear. In questa mia difficile impresa mi accompagna la convinzione che per tentare di interpretare Lear non servono tanto le eventuali doti tecniche maturate nel tempo quanto la grande ricchezza umana che gli anni mi hanno regalato nel loro, a volte faticoso, cammino. Spero solo che quel luogo magico che è il palcoscenico possa venire in soccorso ai nostri limiti. Cosa c’è di più poeticamente coerente di un palcoscenico per raccontare la vita? E nel Re Lear è la vita stessa che per raccontarsi ha bisogno di farsi teatro», conclude l’attore.
Tra scenografie imponenti e recensioni che già lo proiettano tra i migliori spettacoli della scena teatrale italiana, in questo Re Lear – prodotto dalla Compagnia Mauri Sturno, Fondazione Teatro della Toscana – la potenza di un grande talento teatrale come quella di Mauri è capace di tenere incollati alla sedia gli spettatori con una magistrale e struggente interpretazione del re shakespeariano che, rinunciando al potere, distrugge sé stesso e coloro che lo circondano. Mosso da un egoismo cieco e autoritario che non distingue fra ipocrisia e sincerità, Lear scatena le pulsioni peggiori della natura umana: il conflitto generazionale fra padri e figli, e la lotta senza esclusioni di colpi fra quest’ultimi che ne vogliono depredare l’eredità, il potere della corona e i beni. Lo spettacolo rende omaggio all’ultimo dei grandi attori italiani a cavallo del millennio: solo Mauri, per età, esperienza, capacità interpretativa, riesce a dare una tale forza e una tale verità al grande re shakespeariano.
In scena anche Stefania Micheli, Melania Genna, Emilia Scarpati, Francesco Sferrazza Papa, Woody Neri, Dario Cantarelli, Laurence Mazzoni, Giulio Petushi Marco Blanchi e Francesco Martucci.

Prevendite on line e in biglietteria. www.teatroverdipordenone.it, telefono 0434.247624.

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In copertina e all’interno Glauco Mauri e Roberto Sturno mentre interpretano Re Lear, la più titanica delle tragedie di William Shakespeare.

 

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