di Giuseppe Longo

GORIZIA – “Lasciate ogni speranza voi che entrate”: sono le inquietanti parole che Dante Alighieri scrisse nel XIV verso del canto III dell’Inferno, prima Cantica della “Divina Commedia”. E che sono state citate nei versi declamati da Giorgio Marin, prima di dare il via a Gorizia alla settima serata del “Festival Schippers” nella stupenda cornice della Sala del Settecento, che fa parte del complesso architettonico della Chiesa di Sant’Ignazio, nella centralissima piazza Vittoria. Parole che incutono terrore e che sono state pure musicate da Claudio Monteverdi nell'”Orfeo”, in uno dei brani più applauditi che l’Orchestra “Thomas Schippers” esegue dall’inizio di questo esaltante tour in nove puntate dedicato al Sommo Poeta, a sette secoli dalla morte. E che ora si avvia alle ultime battute, con i concerti di Castelnuovo (domani, ore 18, Villa Hohenlohe) e di Muggia (domenica, ore 20.30, Basilica di Muggia Vecchia), ma con un “canovaccio” in parte rivisitato, soprattutto per quanto riguarda il primo appuntamento.

Come anticipato dal maestro Carlo Grandi, c’è infatti una grossa novità rispetto ai precedenti concerti, in quanto sono stati inseriti due suggestivi brani vocali interpretati dal soprano Lucia Premerl, che è anche uno dei violini più importanti della formazione: si tratta di un'”Ave Maria” di Giuseppe Verdi e di una “Salve Regina” di Felix Mendelssohn Bartholdy. Due preghiere che ben si addicono alla suggestiva località sopra Sagrado, oltre un secolo fa teatro di grandi sofferenze durante la prima guerra mondiale, di cui dà testimonianza Giuseppe Ungaretti in “San Martino del Carso”. Al grande poeta è dedicato anche il vicino Parco che ricorda proprio quelle trincee insanguinate. Ma le due serate attingeranno anche ad alcuni degli altri autori che hanno accompagnato nei precedenti concerti e quindi Schumann e Williams, ma anche Gluck, Schönberg, Mascagni e Bartòk. In particolare, nell'”Abenlied” di Robert Schumann e nel “”Notturno di Arnold Schönberg il pubblico avrà ancora modo di applaudire il violino solista di Laura Grandi. Che sarà accompagnato dall’orchestra formata da Snezana Acimovic, Marco Favento, la stessa Lucia Premerl, Giulia Pontarolo, Lorenzo Mian, Simonetta Fumiato e Daniel Longo (violini); Emma Krizsik e Giovanni Boscarato (viole); Massimo Favento e Katja Pangher (violoncelli); Laura Soranzio (contrabbasso) e Laura Pandolfo (arpa).


Ma tornando a Gorizia, proclamata con Nova Gorica Capitale europea della cultura 2025, il bellissimo concerto era stato aperto dal saluto della professoressa Antonia Blasina Miseri, presidente del Comitato cittadino della Società Dante Alighieri. E quindi dall’affascinante viaggio con le parole, prima che con la musica, del dottor Marin, il quale ha condotto per mano nelle tre Cantiche della “Divina Commedia” – e cioè il ricordato Inferno, ma anche Purgatorio e Paradiso -, lasciando poi “parlare” l’orchestra attraverso il collaudato programma aperto dal festoso Andante di Jean Sibelius, prima di passare appunto al tenebroso motivo monteverdiano. Generosissimi applausi dopo ogni brano e, alla fine del concerto, la tradizionale richiesta di bis. Platea subito accontentata – i musicisti, peraltro, suonavano tra due ali di pubblico – con “Cinquanta”, dall’Intermezzo sinfonico della “Cavalleria Rusticana” di Pietro Mascagni. Insomma, una serata bellissima, tanto che lo stesso Giorgio Marin, gradese doc, si augurato possa essere ospitata presto anche nell’Isola del Sole. E allora, aggiungiamo, quale cornice più adatta se non quella, stupenda, della Basilica patriarcale di Santa Eufemia?

All’appuntamento di domani hanno collaborato gli Amici di Castelnuovo. Ricordiamo che il “Festival Schippers” è sostenuto dalla Regione autonoma Friuli Venezia Giulia, anche attraverso il marchio Io sono Friuli Venezia Giulia di Turismo Fvg, e vede la collaborazione del citato Comitato goriziano della Società Dante Alighieri e, in questa occasione, di Castelvecchio Vigneti in Sagrado dal 1750.

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In copertina e all’interno immagini del concerto di Gorizia diretto dal maestro Grandi; le letture d Giorgio Marin, i saluti finali (con la presidente Blasina Miseri) e un settore del pubblico.

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